L’analisi di temi e conversazioni attorno a #glocal14

di Donata Columbro

Sono 14045 i tweet totali con l’hashtag #glocal14 raccolti alle 11 del 17 novembre attraverso Tweetnest, numeri che indicano una partecipazione “social” in aumento rispetto all’edizione passata in cui ne avevamo raccolti 8336.
Nella classifica dei primi 10 top tweeters una sostanziale presenza del social media team i cui account sono evidenziati in tabella:

Quali i temi più trattati?

Già nel programma una sostanziale differenza con il 2013, dove viene data prevalenza a giornali e alle redazioni, e non a un’idea più generale di giornalismo, in linea con il dibattito portato avanti quest’anno da voci autorevoli del settore come Mathew Ingram, Jeff Jarvis, David Carr.

Anche nella conversazione su Twitter è il “giornalismo” a prevalere, sia nel 2013 che nel 2014, rispetto a termini come giornalisti, giornali, redazione, notizie. Lo scorso anno si è parlato molto di blog, parola assente nelle prime quindici citate nei tweet di #glocal14, ma anche di territorio, probabilmente legato all’esperienza del 141tour nella provincia di Varese:

Manca in questa top15 la parola “lettori” che rimane tagliata fuori e viene citata 96 volte nel 2013 e 97 volte nel 2014. La “carta” non è scomparsa nel 2014, rimane fuori dalla classifica, ma viene citata ben 156 volte. Domina la parola “social”, ma potrebbe essere di buon auspicio che entrino in top15 la parola cultura così come ‘diritto’ e “persone”:

I numeri di #glocal14 su Twitter

primo giorno / secondo giorno / terzo giorno

*L’immagine in evidenza è stata creata con Mentionmapp ma è il risultato di un’analisi parziale automatica dei tweet contenenti l’hashtag #glocal14.

Social e giornali

di David Mammano

Le classifiche delle 10 parole più utilizzate nei programmi di quest’anno e dell’edizione passata sono in qualche modo le cartine di tornasole dell’evoluzione del giornalismo locale e del dibattito attorno all’argomento, tema centrale del festival. Secondo Jasper Westaway, creatore di Borde.rs, (un’app che fornisce notizie locali sul tuo dispositivo portatile),  Twitter e Facebook sono destinati a sostituire i giornali locali. Si tratta di una previsione su cui si possono esprimere pareri concordi oppure no; certamente già vera da certi punti di vista: basta pensare che per un giornale locale online, oggi, uno strumento come Facebook rappresenta sicuramente un nuovo ambiente dove poter attingere e verificare notizie e un medium attraverso il quale i lettori inviano materiale alla redazione. Se ne parlava durante la riunione degli organizzatori a conclusione del festival. Non a caso la parola “social” è la seconda a comparire nel programma dell’edizione 2014 del festival. Altre parole come “cultura” e “digitale” rispecchiano la volontà di inserire nel festival momenti di formazione (il corso di cultura digitale, i workshop) e la consapevolezza che la potenza della rivoluzione digitale, come ha detto Federico Badaloni durante il suo speech di sabato 15, è prima di tutto di natura culturale. Anche la conversazione su Twitter compie un’evoluzione da #glocal13 a #glocal14: “giornalismo” lascia il posto a “social” e spariscono i “blog“. Sarà forse che in tanti la pensano come Gianluca Neri (che non a caso ha ribattezzato la Blogfest in Festa della Rete) e come Barbara Sgarzi?

 

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