Ad ogni edizione il suo focus

festival glocalnews vareseLe cinque edizioni del Festival in questi anni hanno spaziato nel vasto territorio Glocal. Ognuna si apre con un focus diverso che mette sotto la lente d’ingrandimento una diversa questione, un contenuto specifico da approfondire.

Al nastro di partenza Glocalnews 2012 coglie subito nel segno. “Internet è glocal: comunità locali e interessi globali” è il tema sul quale il sociologo Aldo Bonomi è chiamato ad esprimersi, mentre Davide Rampello, direttore artistico Expo 2015, prende la parola per chiarire lo stato dell’arte dell’ultimo ventennio. <Non si tratta semplicemente di sommare, di vedere le dinamiche locali che si aggiungono a quelle tipicamente locali lasciando inalterate le une e le altre> puntualizza Bonomi <il pregio del glocal sta nell’indicare la commistione, non la somma tra i due livelli>. Il festival made in Varesenews si pone subito sulla scena con una connotazione peculiare: locale e globale insieme, come rappresentazione non di interessi necessariamente contrapposti. Nuova mappatura da esplorare, comprendere e se possibile foriera di opportunità da gestire al meglio.

Ed è proprio sull’ultima questione, che si apre il dibattito della seconda edizione del Festival: “I territori come imperi o come repubbliche marinare?”. Si parla di territori, ci si chiede se siano prede o impresari dell’informazione. La discussione è a tutto tondo grazie a Michele Mezza, giornalista Rainews, Angelo Agostini, allora direttore di Problemi dell’Informazione e docente allo IULM, con l’apporto “filosofico” di Giulio Giorello e Fabio Minazzi, docenti rispettivamente delle Università Statale di Milano e Insubria di Varese. Il punto è chiaro: mettere a fuoco l’evoluzione del giornalismo nel contesto sociale e comunitario, radicato nella sua dimensione territoriale, quella più vicina alla gente.

Arriviamo a Glocalnews 2014. Il claim questa volta è: integrazione  tra carta stampata e Internet. La sala Campiotti della Camera di Commercio si riempie per “Digital first: come procede l’integrazione carta/web”, un tema caldissimo che analizza la grande rivoluzione dell’informazione alla quale stiamo assistendo: il passaggio dall’era analogica a quella digitale, con tanto di vantaggi e svantaggi. L’impatto sul mondo di chi i giornali li fa e di chi li legge viene proposto da tre autorevoli punti di osservazione: Marco Bardazzi (allora a La Stampa), Diana Letizia (Il secolo XIX) e Roberto Bernabò, allora direttore de Il Tirreno.

Il 2015 è l’anno di Expo. Nella sua quattro giorni di novembre Glocalnews si interroga tra l’altro sui lasciti immateriali di questa esposizione universale che ha portato a Milano tutto il mondo.
L’incontro di apertura ricorda infatti che “Da Expo non si torna indietro. Carta di Milano, innovazione e area metropolitana”. Ne hanno parlato Massimiliano Tarantino, allora segretario della Fondazione Feltrinelli insieme al sociologo Aldo Bonomi. Non è solo una riflessione sul documento che rappresenta l’eredità di Expo, con l’oltre milione di firme raccolte. Si parla di cibo, sostenibilità ambientale e responsabilità di una intera collettività, quella umana, sotto un’unica bandiera. La prospettiva locale nella dimensione globale è il punto privilegiato di osservazione sul know how derivato da questa esperienza.

L’incipit 2016 di Glocalnews non poteva essere che “Il nuovo testo unico dei doveri del giornalista, le best practices sulla carta e sul web”. Lente d’ingrandimento sulla novità con la quale si è aperto l’anno: documento fresco fresco, approvato dall’Odg per mettere finalmente ordine nel campo dei numerosi testi deontologici prodotti negli ultimi decenni in Italia. Le peculiarità vengono con chiarezza esposte da Paolo Pozzi, portavoce dell’OgL. Mentre Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine della Lombardia, Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana e Alessandro Galimberti, presidente Unione nazionale cronisti italiani, fanno chiarezza su un tema nodale: le pressioni politiche ed economiche alle quali sono sottoposti i giornalisti italiani. Problema non solo di casa nostra, come sottolinea Giulietti, perchè in realtà abbraccia tutta l’Europa.

di Tiziana Troise (in fase di scrittura tesi “Globalizzazione e Glocalizzazione”)

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