Dati, non solo parole

FullSizeRender-1Non poteva mancare a Glocalnews una sezione molto speciale dedicata ad un nuovo filone in piena esplosione nel campo giornalistico: il data journalism.  In realtà questa pratica nasce sulle colonne del Guardian, negli anni ’70, con il nome di giornalismo di precisione, e naturalmente nella patria per eccellenza di questa professione. Ma solo negli ultimi tempi sta spopolando fra le pagine delle testate inglesi e americane più accreditate. Oltre che su quelle di casa nostra.

“Quello che mi ha interessato da subito del data journalism è l’approccio scientifico della notizia”, ci spiega Tomaso Bassani, collaboratore di Varesenews e impegnato nello studio in Data Science  “e se la notizia ha sempre la sua variabile di opinione in questo caso l’argomento trattato risulta più chiaro a prima vista per il lettore e  caratterizzato da un taglio il più oggettivo possibile”.
Il cuore della pratica nasce dall’analisi dei dati con l’obiettivo di estrarre informazioni. A cavallo tra l’inchiesta giornalistica e la ricerca, fa uso intensivo di database, mappe digitali utili ad analizzare, raccontare e visualizzare in modo chiaro e immediato un fenomeno di costume, una notizia economica, un evento naturale.  “In realtà non si tratta di sostituire il giornalismo tradizionale ma di integrarlo: si parte dall’analisi di un fenomeno per poi agganciarsi ad una inchiesta giornalistica di approfondimento. Abbiamo affrontato così molti temi interessanti come, ad esempio, il fenomeno del gioco d’azzardo nella provincia di Varese, partendo dall’analisi precisa dei dati”. Quest’ultimo punto è delicatissimo: per cogliere davvero il significato dei dati è necessario incrociarli con altri e contestualizzarli. “Oggi in Italia esiste ancora una scarsa cultura in merito: il dato che serve è il dato grezzo. C’è poi molto da fare sotto il profilo della trasparenza di quella che per il data journalist rappresenta la materia prima su cui costruire il proprio lavoro”.

La Regione Lombardia ha lanciato nel 2012 il portale open data ma lo scenario italiano è ancora insufficiente per quella che in molti Paesi è vista come un’opportunità senza precedenti nell’innovazione del giornalismo. Interessante fenomeno legato a questo nuovo approccio alla notizia è l’aumento di nuove dinamiche collaborative con i lettori e in generale il coinvolgimento della società civile. “A livello locale poi ci sono delle opportunità interessanti: abbiamo trattato con questa modalità il tema demografico e più recentemente anche i dati sulle dichiarazioni dei redditi. Il punto di vista infatti, guardando solo un piccolo territorio, risulta molto frammentato. Il data journalism ci offre un importante strumento per contestualizzare, analizzare, confrontare”. Oggi si tratta di un settore ancora piccolo, circoscritto per lo più a temi economici e politici, ma la pratica del giornalismo dei dati mostra già grandi potenzialità. “Quella che oggi è soprattutto una moda” conclude Bassani “potrà rappresentare il futuro del giornalismo se sarà di facile comprensione per tutti“.

di Tiziana Troise (in fase di scrittura della tesi “Globalizzazione e Glocalizzazione”)

 

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