Come gestire le community: cambiano i mezzi, ma le regole sono le stesse

Di Elena Iannone

foto-11L’italiano medio non esiste. E questo è il primo punto con il quale bisogna fare i conti per interagire con una comunità (virtuale e non). Non si parla a una massa uniforme, mai. Le piattaforme non sono contenitori, ma ecosistemi, luoghi d’incontro, di dialogo e di scambio. Solo questa premessa sarebbe sufficiente per scardinare alcune strategie di comunicazione della maggior parte delle testate online, legate alla ricerca del like ad ogni costo, di quel click in più che garantisca (e neanche sempre) un contributo pubblicitario significativo. Carola Frediani, giornalista esperta di social media, ha raccontato il meccanismo di interazione che scatta fra gli utenti e i post proposti dai giornali. In un mare di persone e informazioni emergono sicuramente due punti fondamentali: gli utenti hanno voglia di comunicare. Bisogna coinvolgerli e per farlo bisogna conoscerli.

Chi si occupa di progettare questi luoghi d’incontro e che ha raccontato le modalità di relazione che scattano all’interno delle comunità è Federico Badaloni, che di mestiere disegna le architetture legate all’informazione. Grazie anche ai grafici di Clay Shirky che mostrano le connessioni fra le persone per quanto riguarda lo scambio delle informazioni, ne esce un punto importante: la rete è un fatto culturale, non un fatto tecnologico. Il meccanismo che impedisce alle strategie legate ai click di stabilire un rapporto di fiducia con il lettore è lo stesso che, al contrario, consentirebbe al lettore di identificarsi con una testata e di seguirla: dipende tutto dalla relazione che il giornale sarà stato capace di generare con il pubblico. Inoltre l’utente ha interessi, ha voglia di interagire e nel macro cosmo del web è spesso più informato del giornalista su un argomento specifico. Il giornalista di contro può sbagliare, può distrarsi. Però bisogna tenere a mente che nel mondo virtuale le regole delle persone sono le stesse che nel mondo reale e a nessuno piace stare in una relazione in un cui è solo uno degli interlocutori a parlare.

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