Deixa Falar: un megafono digitale per il Brasile

img_0341Oggi facciamo il giro del mondo.

Destinazione Brasile. La rete ci conduce dritti dritti a Goiàs Velho, una piccola città nello stato di Goiás di cui è capoluogo. Venticinquemila abitanti e un passato coloniale che traspare evidente dalle anonime fotografie reperibili in rete.

Oltre alle palme c’è di più. Siamo giunti a Goiàs Velho grazie al progetto Deixa Falar un megafono digitale creato per rilanciare su internet l’iniziativa Vila Esperança, un centro gestito dall’Onlus Aifo, l’associazione italiana che da oltre 50 anni si batte per i malati di lebbra.

«Deixa Falar (letteralmente: lasciate parlare ndr) è un esperimento di comunicazione sociale» racconta Emanuela Carabelli, volontaria classe 1984, che insieme a Matteo Castellani Tarabini cura il blog. «L’obiettivo è quello di provare a raccontare in modo differente un progetto di cooperazione, non attraverso il punto di vista delle ong, ma attraverso il punto di vista di chi lavora “sul campo” e di chi beneficia del progetto».

Trasmettere il significato di una grande azione. Così raccontano i colleghi:

«Deixa Falar vuole provare quindi a raccontare attraverso gli insegnanti e gli educatori dell’ Espaço Cultural Vila Esperança e attraverso i bambini e i ragazzi che partecipano alle lezioni e alle attività della scuola (scuola pluriculturale, dove vengono insegnate oltre alla normale didattica, la lingua e le tradizioni delle popolazioni indigene dell’america latina e della popolazione afro-brasiliana) il progetto sostenuto da Aifo».

«Vogliamo comunicare il progetto e l’impatto che ha sulle persone coinvolte, far conoscere i volti e le storie, la quotidianità, la normalità di ogni giorno, creare un legame tra chi sostiene il progetto con un’offerta o con una donazione dall’Italia. Tante volte è difficile far conoscere cosa sono davvero e in cosa consistono.

«La nostra ambizione un po’ utopica, oltre a voler avvicinare donatori e beneficiari, è provare a cambiare il modo di comunicare la cooperazione.  I messaggi che passano, seppur in assoluta buona fede e con i migliori intenti, sono sempre autoreferenziali: “Abbiamo fatto questo e abbiamo fatto quello”. “Abbiamo salvato tot bambini dalla fame e dalla tal malattia”. Bellissimo e sacrosanto, ma fare cooperazione vuol dire mettere insieme le forze delle persone, lavorare  per le persone, qundi il fine della comunicazione, secondo noi, devono essere le persone, quelle che ricevono, quelle che lavorano per loro e che quotidianamente si impegnano e si sporcano le mani e che spesso sono invisibili».

img_0229

Deixa Falar
Facebook: Deixa Falar
Twitter: Deixa Falar
YouTube: Deixa Falar
Google Plus: Deixa Falar
Flickr: Deixa Falar

 


glocal logoSe anche voi volete raccontarci la vostra storia o inviarci suggerimenti per arricchire il programma del nostro festival scrivete a festivalglocal@gmail.com!

Organizzato da

Con il supporto di

Main Sponsor

Sponsor

Patrocinio di

In collaborazione con

un ringraziamento a