E’ tutta colpa di Internet? L’informazione in svendita

Nel Glocal Speech Ecosistemi plurali: informazioni, algoritmi e tecnologia, si è tenuta la presentazione dei libri di Luca De Biase (editor di innovazione de Il sole 24ore) “Homo Pluralis. Esseri umani nell’era tecnologica”, Luca Sofri (fondatore de Il Post.it) “Notizie che non lo erano: perché certe storie sono troppo belle per essere vere” e Michele Mezza (studioso di giornalismo, nuovi mass media, tecnologie digitali) “Giornalismi nella rete. Per non essere sudditi di Facebook e Google” che coordinati da Roberto Rotondo giornalista di VareseNews hanno espresso riflessioni comuni sull’argomento.

Il primo autore ad intervenire è stato Luca Sofri, che ha sottolineato come il giornalismo oggi sia spesso utilizzato come un inganno parziale che riduce la complessità del presente. Evidenzia come oggi giorno l’unica cosa che rimane impressa nella mente del lettore è il titolo. Il contenuto dell’articolo risulta essere solo un mero accessorio del titolo stesso.

Il giornalista stesso è cosciente del fatto che quello che scrive non è da prendersi completamente sul serio, testimonianza di ciò è l’uso del condizionale e del virgolettato. E’ evidenziato che la colpa di ciò non è attribuibile a internet in quanto quasi sempre le notizie sono tratte da media e sarebbe compito del giornalista verificare la veridicità di ciò che scrive.

L’autore afferma che molto spesso in prima pagina vengono messe le notizie “merce”, ovvero quelle che catturano maggiormente l’attenzione del lettore, facendo passare in secondo piano le notizie di qualità seppur presenti.

Luca De Biase, il secondo autore intervenuto al Glocal Speech ci propone un esempio di titolazione dei giornali, senza una revisione:

Lo speaker ha parlato di come le piattaforme online, sulle quali ci informiamo e coordiniamo, impongono i propri algoritmi che portano all’omologazione dell’utente. Nei social, si è portati alla costruzione di una cerchia ristretta di idee che non permette il confronto tra opinioni diverse. Ma l’ecosistema è più ricco, vivo e sano se sono maggiori le forme con le quali è strutturato. Salvaguardare le differenze tra le logiche è fondamentale.

Nell’introdurre l’intervento di Michele Mezza, Roberto Rotondo ha posto un interessante quesito, Facebook informa o solletica conformismi settari e incomunicabili?

Mezza afferma che non è pensabile che l’obiettivo principale della rete sia quello di informare. Il fatto di attribuire attendibilità alle notizie di Facebook è dovuta dal fatto che l’utente è orientato a dare attendibilità alle notizie provenienti dalle fonti più vicine a loro, invece che a quelle più ufficiali e autorevoli, distanti da lui. Oggi Facebook è diventato un monopolista dei sistemi cognitivi.

 

Team Perugia

Melissa Bartolini

Federica Paciotti

 

INTERVISTA A LUCA SOFRI: SI PUO’ VIVERE DI GIORNALISMO?

Video realizzato da Lorenzo Gottard

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