Qual è lo stato di salute della fiducia dei lettori dei giornali? Non buona. Lo raccontano i protagonisti dell’ultima edizione di Glocal nel podcast “Non bisogna credere ai giornali”, una puntata speciale di Radio Materia realizzata con alcuni dei protagonisti del festival del giornalismo andato in scena lo scorso novembre. (immagine di copertina generata con AI)
Il progetto nasce all’interno della collaborazione tra Varesenews e Anso e affronta uno dei nodi più delicati dell’informazione contemporanea: la crisi di fiducia nel giornalismo.
Hanno partecipato Paolo Piacenza, Riccardo Sorrentino, Carlo Bartoli, Colin Porlezza, Alberto Puliafito, Samantha Colombo, Alberto Spampinato, Roberto Pacchetti. Questo podcast è stato realizzato da Riccardo Saporiti, Alessandra Toni, Orlando Mastrillo e Denise Malnati.
Una fiducia sempre più fragile
Il podcast parte da un dato ormai evidente: solo una minoranza di cittadini italiani dichiara di avere una reale fiducia nelle fonti d’informazione. Una sfiducia che non riguarda solo i grandi media nazionali, ma che investe l’intero sistema informativo e che si riflette in un calo dell’interesse verso le notizie.
Secondo i contributi raccolti nella puntata, emerge una correlazione preoccupante tra disaffezione del pubblico e percezione dell’irrilevanza delle notizie, viste sempre più spesso come incapaci di incidere sulla realtà sociale e politica.
Le pressioni sul lavoro dei cronisti
Accanto alla crisi di credibilità, il podcast accende i riflettori sulle difficoltà concrete che il giornalismo deve affrontare ogni giorno. Tra queste spiccano le querele temerarie e le intimidazioni ai danni dei cronisti, strumenti che finiscono per ostacolare il diritto di cronaca e la libertà di stampa.
Si tratta di fenomeni che colpiscono in modo particolare l’informazione locale, dove i giornalisti operano spesso in contesti più esposti e con minori tutele.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Una parte centrale della puntata è dedicata anche all’impatto dell’intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico. L’IA viene descritta come uno strumento utile per automatizzare compiti tecnici e ripetitivi, ma non come un sostituto del lavoro umano.
Resta infatti insostituibile la responsabilità deontologica del giornalista, così come il rigore metodologico nella raccolta e nella verifica delle informazioni.
La centralità del giornalismo locale
Nel quadro delineato dal podcast, la stampa locale e il controllo rigoroso delle fonti emergono come elementi chiave per ricostruire un rapporto autentico con i lettori. La prossimità ai territori e alle comunità viene indicata come una delle strade più solide per recuperare credibilità.
L’obiettivo, soprattutto per le nuove generazioni di giornalisti, è quello di privilegiare la qualità e l’affidabilità dell’informazione rispetto alle logiche più superficiali del mercato dell’attenzione digitale.



























