Il regista Vincenzo Campisi sarà presente alla proiezione.
Ingresso GRATUITO. A breve disponibile la prenotazione
Nel 1990, una giovane coppia siciliana scelse l’Unione Sovietica per la luna di miele. Tornarono con tante storie, ma senza un libro: quello che lui aveva scritto durante il viaggio, intitolato “La società ideale“, era rimasto in una casa a Bender, accanto a una statua di Lenin. Trent’anni dopo, il figlio parte alla volta di quegli stessi luoghi con una piccola troupe. Vuole vedere la Moldavia che i genitori avevano descritto: la Gagauzia, Soroca, la Transnistria. E vuole provare a ritrovare quel libro, rimasto in uno Stato che nessuno riconosce. Ciò che trova è un Paese fatto di pezzi che non combaciano, e una domanda che finisce per porre a chiunque incontri, da una sponda all’altra del Dniester.
«”C’era una statua di Lenin” nasce da una storia piccolissima – spiega il regista -: un quaderno che mio padre ha perso in Moldavia durante il viaggio di nozze nel 1990, e che trent’anni dopo sono andato a cercare. Ho rifatto tutto il loro viaggio, seguendo i racconti che sento in casa da sempre: la Gagauzia, Soroca, la Transnistria. Sono luoghi piccolissimi, ma in ognuno ho trovato qualcuno che porta addosso, senza enfasi, la fine di un mondo intero. L’ultima tappa è Cavriago, in Emilia, che ha un busto di Lenin da oltre cinquant’anni: lo stesso Novecento riaffiora a pochi chilometri da casa, in un’altra piazza di provincia. Credo che i territori si raccontino così: restando dentro piccoli luoghi, ma abbastanza a lungo da vedere (in controluce) il secolo intero che li ha attraversati».
Documentario in CONCORSO
Titolo: C’era una statua di Lenin
Regia di Vincenzo Campisi
Produzione: ITALIA
Durata: 1h 04′
Ingresso GRATUITO. A breve disponibile la prenotazione


































