La musica di Rino Gaetano alle premiazioni di Glocal DOC: il regista Giorgio Verdelli a Varese per “Sempre più blu”

«Rino Gaetano di un’attualità sconvolgente». È con queste parole che Giorgio Verdelli ha descritto il cantautore durante un’intervista rilasciata a Sky TG24 in occasione della Festa del Cinema di Roma del 2025, dove ha presentato il suo documentario Rino Gaetano – Sempre più blu. A un anno da quella presentazione, il regista arriverà a Varese per la serata conclusiva della quarta edizione di Glocal DOC, in programma giovedì 12 novembre alle ore 20.30 al Cinema Nuovo, con ingresso gratuito e prenotazione consigliata. Sarà un appuntamento speciale, che unirà la premiazione dei documentari in concorso a un incontro dedicato a uno degli artisti più originali della musica italiana.

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Giorgio Verdelli sarà presente in sala e verrà intervistato sul palco da Barbara Sorrentini, giornalista e conduttrice di Radio Popolare, per raccontare la realizzazione del documentario e il rapporto con Rino Gaetano. A seguire, il pubblico potrà assistere gratuitamente alla proiezione di Rino Gaetano – Sempre più blu, un viaggio nella vita, nella musica e nell’eredità artistica del cantautore scomparso nel 1981.

Rino Gaetano, un artista che continua a parlare al presente

A cinquant’anni dall’uscita di Ma il cielo è sempre più blu, le canzoni di Rino Gaetano continuano ad attraversare le generazioni. La sua scrittura, capace di mescolare ironia, provocazione, poesia e osservazione sociale, ha lasciato un segno particolare nella musica italiana. Il documentario di Verdelli parte proprio da questa eredità, cercando di andare oltre l’immagine più conosciuta del cantautore, quella dell’artista irriverente, del cilindro, delle apparizioni televisive e delle canzoni diventate popolari. Intervistato da Sky TG24, durante la Festa del Cinema di Roma, il regista ha sottolineato la sorprendente attualità della figura di Gaetano, la cui musica continua a interrogare anche il presente.

Un aspetto sul quale Verdelli è tornato anche in una conversazione con Cinematografo, pubblicata il 19 novembre 2025: «Era un alieno, all’epoca questo suo essere diverso lo metteva un po’ in ombra. Oggi invece è di stringente attualità». Una diversità che era insieme musicale, artistica e personale. Rino Gaetano sembrava sfuggire alle definizioni e alle appartenenze, capace di raccontare la società senza aderire completamente ai linguaggi e alle convenzioni del proprio tempo. È anche per questo che le sue canzoni continuano a trovare ascoltatori tra i giovani, mentre artisti delle generazioni successive ne riconoscono l’influenza. [lefoto id=2199391]

Un film che racconta l’uomo oltre il personaggio

Rino Gaetano – Sempre più blu, scritto da Giorgio Verdelli insieme a Luca Rea e diretto dallo stesso Verdelli, non segue semplicemente la successione degli eventi della vita del cantautore. Il film ricostruisce l’uomo e l’artista attraverso materiali d’archivio, testimonianze, documenti personali, interviste e ricordi di chi lo ha conosciuto e di chi continua a considerarlo un riferimento musicale.

Tra i materiali più preziosi figurano taccuini privati, registrazioni poco conosciute e un estratto di una traccia inedita intitolata Un Film a Colori – Jet set, insieme a immagini e testimonianze che permettono di ritrovare aspetti meno noti della sua personalità. Un lavoro di ricerca che nasce anche da un rapporto personale tra il regista e il cantautore. «Erano almeno dieci anni che cercavo di fare un film di lui, avendolo anche conosciuto personalmente», ha raccontato Verdelli nell’intervista a Cinematografo.

Il regista aveva infatti incontrato Rino Gaetano negli anni Settanta, quando lavorava nel mondo della radio e della musica, conservando nel tempo il ricordo di un artista che riteneva non fosse ancora stato raccontato pienamente. Il documentario diventa così anche il tentativo di restituire complessità a una figura troppo spesso identificata soltanto con i suoi brani più celebri.

Da Riccardo Cocciante a Lucio Corsi, le voci che raccontano Rino Gaetano

A costruire il ritratto del cantautore contribuiscono numerose testimonianze, a partire da quelle della sorella Anna Gaetano e del nipote Alessandro, custodi di una memoria familiare che permette di avvicinarsi all’uomo oltre il personaggio pubblico. Accanto a loro compaiono amici e musicisti come Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis ed Ernesto Bassignano, che raccontano il contesto artistico e umano nel quale Rino Gaetano ha sviluppato il proprio percorso.

Ci sono poi gli artisti delle generazioni successive, tra cui Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere e Giordana Angi, a testimoniare quanto la sua musica continui a essere un riferimento anche per chi non ha vissuto direttamente gli anni Settanta. Il film comprende inoltre i contributi di Claudio Santamaria, Paolo Jannacci, Valeria Solarino e Peppe Lanzetta, mentre il giornalista Tommaso Labate ripercorre alcuni luoghi della Calabria legati alla storia del cantautore. Ne emerge un racconto corale, nel quale la dimensione privata si intreccia con quella musicale e con i cambiamenti della società italiana.

«La malinconia travestita da allegria»

C’è però un altro aspetto che Verdelli ha voluto indagare: la malinconia nascosta dietro l’ironia e la leggerezza delle canzoni di Rino Gaetano. In un’intervista pubblicata da Rolling Stone Italia il 24 novembre 2025, il regista ha spiegato: «Il blu di Rino è una componente psicologica, è la malinconia travestita da allegria». È una chiave di lettura che aiuta a comprendere anche il titolo del documentario. Il blu non è soltanto un richiamo alla canzone più conosciuta di Gaetano, ma diventa un colore emotivo, capace di evocare la profondità di un artista che ha saputo nascondere riflessioni complesse dietro melodie apparentemente leggere.

Il documentario cerca di restituire proprio questa doppia natura: da una parte il cantautore capace di conquistare il pubblico con l’ironia e l’energia delle sue esibizioni, dall’altra un osservatore attento delle contraddizioni del proprio tempo. La proiezione di Varese sarà quindi un’occasione per riscoprire canzoni e immagini familiari, ma anche per conoscere materiali e testimonianze meno note.

Giorgio Verdelli incontra il pubblico di Glocal DOC

La presenza di Giorgio Verdelli rappresenta uno dei momenti centrali della serata conclusiva del festival. Il regista, autore di numerosi documentari musicali, ha dedicato parte importante della propria attività al racconto di protagonisti della musica italiana, realizzando opere su Pino Daniele, Paolo Conte, Ezio Bosso, Enzo Jannacci e Lelio Luttazzi, tra gli altri. I suoi lavori cercano di andare oltre il repertorio biografico, utilizzando il cinema documentario per ricostruire il rapporto tra gli artisti, la loro musica e il contesto culturale nel quale hanno operato.

A Varese sarà Barbara Sorrentini di Radio Popolare a intervistarlo sul palco del Cinema Nuovo, approfondendo la nascita del film, la ricerca dei materiali e la scelta di raccontare Rino Gaetano attraverso le persone che lo hanno conosciuto. Un incontro che permetterà al pubblico di ascoltare direttamente il regista prima della proiezione gratuita.

La premiazione di Glocal DOC e del Premio Agostini

La serata del 12 novembre sarà anche il momento della premiazione ufficiale della quarta edizione di Glocal DOC. A partire dalle ore 20.30, il palco del Cinema Nuovo ospiterà registi, autori e rappresentanti delle giurie per l’assegnazione dei riconoscimenti ai documentari selezionati. Saranno proclamati i vincitori del concorso dedicato ai lungometraggi documentari, insieme alle eventuali menzioni speciali, e verranno assegnati anche i riconoscimenti del Premio Agostini, dedicato ai cortometraggi documentari e ai reportage giornalistici.

Un momento conclusivo che raccoglierà le storie e gli sguardi protagonisti delle giornate del festival, tra cinema, attualità, memoria, questioni sociali e racconto dei territori. Dopo le premiazioni, la serata proseguirà con l’incontro tra Barbara Sorrentini e Giorgio Verdelli e la proiezione speciale di Rino Gaetano – Sempre più blu.

Come partecipare alla serata finale

Giovedì 12 novembre 2026 – ore 20.30
Cinema Nuovo – Varese, via dei Mille 39

PREMIAZIONE GLOCAL DOC 2026
Premi ai lungometraggi in concorso e ai cortometraggi del Premio Agostini.

A seguire: incontro con Giorgio Verdelli
Intervista sul palco a cura di Barbara Sorrentini – Radio Popolare.

Proiezione speciale gratuita:
RINO GAETANO – SEMPRE PIÙ BLU
Regia di Giorgio Verdelli.

Ingresso gratuito con prenotazione consigliata.

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La serata conclude il programma ufficiale della quarta edizione di Glocal DOC, il festival del documentario organizzato da Varese Web nell’ambito di Festival Glocal, che dall’8 al 12 novembre porta nelle sale di Varese documentari provenienti da tutto il mondo, incontri con registi, proiezioni per le scuole e appuntamenti speciali.

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