Comunicazione fast o slow? Quale sarà il suo futuro?

Al panel Quando il giornalismo rallenta: Può la comunicazione oggi essere slow? Coordinato da Silvia Giovannini, intervengono due rilevanti nomi che trattano il tema della comunicazione rallentata, Daniele Chieffi, nome importante per anni nella sfera giornalistica, oggi reputation manager per Eni, e la docente di brand communication alla Cattolica di Milano, Patrizia Musso. Non meno rilevante l’intervento di Francesca Tognoni, sport social media manager, esperta blogger nel campo sportivo.

Si parla di lentezza come modello strategico di business. Patrizia Musso ci pone un importante punto interrogativo, può una comunicazione lenta essere un modello di business e quindi portare al successo un’impresa?

La docente risponde di si, e racconta come l’associazione italiana “Vivere con lentezza” cerca di comunicare il suo messaggio proponendo alle persone di “rallentare” attraverso un evento che si organizza ogni anno.  Nel Milanese, il presidente dell’associazione Bruno Contingenti ha vestito i panni di un vigile pronto a multare coloro che presi dal caos quotidiano “correvano” per strada non assaporando i momenti che la giornata stessa gli presentava. L’obiettivo è quello di porre una riflessione sulla frenesia con cui l’uomo moderno affronta la sua vita oggi.

Si è sottolineato a questo punto quanto sia importante la lentezza per l’impresa e per il brand:

Oggi si entra in un centro commerciale e non si sa l’orario in cui si esce” continua la Musso, questo proprio perché l’essere lenti comporta un aumento effettivo delle vendite. E così accade per la costruzione degli spot: le aziende puntano a raccontare delle storie per mantenere l’interesse vivo da parte dei consumatori; trovandosi dinanzi a delle pubblicità- fiction che portano ad immedesimarsi nel prodotto e costruendo una fidelizzazione tra cliente e stakeholder.

 

Daniele Chieffi ha raccontato quanto possa essere rischioso per un’impresa aprirsi a braccia aperte alla comunicazione e allo stesso modo quanto possa portare dei vantaggi. L’esperienza Eni ci insegna che molto spesso il volersi raccontare può portare ad un maggiore successo. Il post su Mattei ha totalizzato maggiori like rispetto ad un qualsiasi altro post, nonostante richiedesse un maggiore impegno e tempo alla lettura.

Ciò che conta nella comunicazione è la velocità con cui si è in grado di soddisfare il bisogno del pubblico. Chieffi ci fa riflettere su quanto i giornalisti di oggi dovrebbero approcciarsi ad una comunicazione lenta, mettendosi nei panni del lettore, capendo cosa voglia conoscere e migliorando in questo modo la veridicità dei fatti. Riallacciandosi a ciò, la Tognoni ha espresso come sia importante nella gestione di un blog non tanto la quantità delle notizie bensì la qualità.

 

La lentezza può tradursi in efficienza nei diversi ambiti, giornalistico, sportivo e d’impresa, la Musso ci chiede? C’è ancora qualcuno capace di cucinare il minestrone della nonna? E se sì, quanto tempo ci si impiega?

Raccontare storie richiede tempo e il tempo per emozionarsi si trova sempre.

Team Perugia

Giulia Badiali

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Federico Finali

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