Sistemi deontologici “a confronto” a #glocal15

img glocal daniele

di Daniele Fiori e Lorenzo Grossi

video di Marta Proietti e Francesca Romana Genoviva

Si parla di sistemi deontologici nell’incontro delle ore 16 in Sala Campiotti presso la Camera di Commercio. A dibattere Mario Tedeschini Lalli (Gruppo Espresso), Carlo Bartoli (presidenti dell’ordine dei giornalisti della Toscana) e Alessandro Galimberti (presidente dell’unione nazionale dei cronisti italiani). Relatore Roberto Rotondo.

Il primo confronto è sui sistemi deontologici di Italia e Usa, di cui parla Mario Tedeschini Lalli.

 

Mario Tedeschini Lalli presenta l’iniziativa lanciata dalla Online News Association per costruire il proprio codice etico. L’importante è che il pubblico conosca le regole etiche usate dai protagonisti dell’informazione: questa la teoria alla base. Al termine della sua relazione lancia la proposta: “Perché non costruire un database di codici e carte deontologiche delle testate italiane, oltre a quelle ufficiali con forza di legge?” Tocca poi ad Alessandro Galimberti che si chiede cosa manchi al sistema deontologico italiano e soprattutto si pone la domanda delle domande: che cos’è il giornalismo? Dobbiamo difenderlo a tutti i costi? Il presidente dell’associazione nazionale dei cronisti italiani, cita i casi di Giuliano Ferrara, Renato Farina e di Alessandro Sallusti (senza nominarli). Il suo discorso tocca varie questioni delicati, fra le quali l’ipotesi di non prevedere il carcere per i giornalisti. Tutta la riflessione gira comunque intorno alla definizione di giornalismo: una volta trovata, si può davvero pensare di difendere la categoria.

 

Con la relazione conclusiva di Carlo Bartoli, il discorso si stringe ancor di più intorno ai codici deontologici. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana fa notare come in Italia ci sia una quantità sproposita di ordini professionali. Tuttavia, anche se le regole esistono, troppo spesso non vengono messe in pratica. Un esempio: il dovere di rettifica anche senza la richiesta dell’interessato, inserito nel codice penale, che è ignorato dalla maggior parte dei giornalisti, secondo Bartoli.
La riflessione coinvolge anche il delicato ruolo dell’Ordine, che deve garantire il rispetto dei valori deontologici, come li definisce Bartoli. “Il successo del nostro ordine sta nel confronto e nel dialogo”, afferma.

 

Organizzato da

Con il supporto di

Main Sponsor

Sponsor

Patrocinio di

In collaborazione con

un ringraziamento a