Il futuro del giornalismo locale (e non solo) è social

glocal pezzo

di Alessandra Parla Salvatore Drago

video di Omar Bellicini Claudio Rinaldi

Si parla delle sfide che attendono il giornalismo, nella terza giornata di #glocal15. Ad aprire il panel su “Il futuro è nel giornalismo local? Non solo il web uccide i giornali. Social, pubblicità, deontologia”, Paolo Pozzi, giornalista e moderatore dell’incontro. Dibattono Roberto Bernabò, direttore Finegil, Massimo Russo, vice direttore de La Stampa, Marco Giovannelli, direttore di VareseNews, e Giorgio Gandola, direttore Eco di Bergamo.

 

La domanda da cui sono partiti i relatori è stata: “L’informazione locale ha ancora e avrà un suo valore?” Secondo Roberto Bernabò, “è cambiato completamente il sistema di produzione e distribuzione dell’informazione. C’è una richiesta di qualità nel raccontare la dimensione locale, ma la gente chiede anche che i giornali diventino veicoli di azione civile e impegno civico all’interno della comunità. Il mondo digitale mai come oggi permette a un pubblico vasto di informarsi”. Il problema è, quindi: “Come i giornali possano sopravvivere al cambiamento?”

 

Su sollecitazione di Marco Giovannelli, la riflessione si è focalizzata sulla non contrapposizione fra stampa e web, che possono affrontare le notizie globali e locali con un approccio diverso e integrato. L’incontro si è chiuso con l’accordo su questo ultimo punto.

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